premi 2018

 

Premi dell'anno 2018

 

Prima classificata premio "La pelle non dimentica" con la silloge"L'amore violato"

Prima classificata premio "Villotte storie in cammino" con "Huntsville"

Prima classificata premio "Santi Faustino e Giovita"Brescia con "Polvere di sole"

Prima classificata premio "Lega Navale italiana San Benedetto del Tronto" con "Abebe"

Prima classificata premio "Alceste de Lollis" con "Il mio nome è Giovanni"

Prima classificata premio Città di Spinea con "Il mio nome è Giovanni"

Prima classificata premio "Antonia Pozzi" con la videopoesia "La scorta"

Prima classificata premio "Prato un tessuto di cultura"con “Il mio nome è Giovanni”

Prima classificata premio “Giotto colle di Vespignano”con “Il mio nome è Giovanni”

Prima classificata premio “Città di Foligno” con “Della bellezza”

Prima classificata premio “Chiesa di Sant’Alfonso- Cava dei Tirreni” con il racconto ”Il servizio di cristallo”

Prima classificata premio Onigo Muro Bastia con “Fiore di cactus”

Prima classificata premio Pietro Maloni con “La scorta”

Prima classificata premio Il delfino con “Abebe”

Prima classificata premio “Altre legalita’” Casoria con “Il mio nome è Giovanni”

Primo Premio solidarietà Capit poesie del terzo millenio con “Il mio nome è Giovanni”-”La luce dei mandorli”

Primo premio Giubbe rosse con “Il mio nome è Giovanni”

Primo premio Giubbe rosse maggior punteggio tra narrativa e poesia con “IL mio nome è Giovanni”

Primo premio “Amici di ron” con “Mi vida”

Primo premio “La zattera della Medusa “ con “Fiore di cactus”

Prim classificata premio Capit Ravenna con “Il sentiero dei papaveri-La luce di mandorli-

Prima classifcata premio De Michele con “La luce dei mandorli”

Seconda classificata premio "Una storia partigiana" Anpi Lastra a Signa con "Polvere di stelle"

Seconda classificata premio "Avis Capannoli" con il racconto "La solitudine del mare"

Seconda classificata la poesia del coraggio "Don Adelmo Cinotti" con "La scorta"

Seconda classificata premio “Città della poesia” con “Il mio nome è Giovanni”

Seconda classificata premio Campi bisenzio con “L’amore violato”

Seconda classificata premio Prato poesia con il libro “Hanno ucciso le parole”

Seconda classificata premio Poseidonia Paestum con “Il mio nome è Giovanni”

Seconda classificata premio Città di Livorno con “Il mio nome è Giovanni”

Seconda classificata premio città di Pinerolo con “Abebe”

Seconda classificata premio Firenze capitale di cultura con “L’airone”

Terza classificata premio "Avis Capannoli" con La città del sole"

Terza classificata premio "Alda Merini"Imola con "Il mio nome è Giovanni"

Terza classificata premio "Alceste de Lollis" sezione La montagna con "La sciarpa azzurra"

Terza classificata premio "Carlo Urbani" con "L'amore violato"

Terza classificata premio “Raffaello Cioni” con “Genevieve”

Terza classificata premio “Il castagno” con “La casa nel bosco”

Terza classificata premio “Voci di notte “con “L’assenza”

Terza classificata premio Mario Barale ccon “Il mio nome è Giovanni”

Terza classificata premio “Massa città fiabesca di mare e di marmo”con “Il mio nome è Giovanni”

Terza classificata premio Scarabeus con “Il mio nome è Giovanni”

Terza classificata premio Thesaurus con “La luce dei mandorli”

Terza classificata premio Caprara con “Il mio nome è Giovanni”

Quarta classificata premio Pratosesia con “Magnolia”

Premio speciale Bellelli Il Bicicleletterario con "Il giorno che sono  morto"

Premio della critica Associazione “Luce dell’arte”con “Il mio nome è Giovanni”

Premio della critica “Invito alla poesia” Trieste con “La luce dei mandorli”

Premio poesia dell’anno Lo scrittoio con “Delle ombre”

Premio speciale donna “I fiori sull’acqua” con “Tango”

Menzione di merito premio "Miriam Sermoneta" con la silloge "Stabat mater"

Menzione di merito premio "La parola alle donne" con "La solitudine del mare"

Menzione di merito premio "Napoli cultural classic" con "Il mio nome è Giovanni"

Menzione di merito “Città di Parabiago”con “La scorta”

Menzione di merito premio la Rondine con "Il mio nome è Giovanni"

Menzione d’onore premio “Montopoli Sabina “ con “Quasi primavera”

Menzione d’onore premio Ponte vecchio con “Paolo”

Menzione d’onore premio Il castagno con “L’inverno bianco”

Menzione di merito premio Mario Mosso con “Il mio nome è Giovanni”

Menzione d’onore premio Ut pictura e poesia con “IL mio nome è Giovanni”

Menzione d’onore premio Danilo Chiarugi con “Magnolia”

Menzione d’onore premio Giorgio la Pira con “Genevieve”

Menzione d’onore premio Amico rom con “Sandor”

Menzione di merito premio Graziani con “Il mio nome è Giovanni”

Menzione d’onore premio “Arcobaleno della vita”col racconto “ Crepuscolo” e la poesia “La farfalla rossa”

Menzione d’onore premio “Attimi di tango”con “Tango”

Menzione di merito premio “Patrizia Brunetti”

Segnalazione di merito premio "Renzino"Foiano della Chiana con "L'amore violato"

Segnalazione di merito “L’insigne borgo Sala Roderardi” con “Il lillà”

Segnalazione di merito premio “Altre maternità” con “Matisse”

Finalista premio “Bocconi d’inchiostro” con “La scorta”

Finalista premio Amalia Villotta con “La sedia azzurra”

 

 

 

 

La scorta

 

Ora che le chiavi non pesano più nelle tasche

e noi viviamo quassù dove riposano le rose

ora che abbiamo una foglia rossa sulle labbra

e camminiamo senza toccarci in questo angolo di cielo

 

ogni tanto riviviamo l'attimo, il sabato assolato

il lampo viola,l'intarsio di pelle e unghie

la vita che si divincolava confondendo i contorni

arrossiva tingendo di nero

i corpi accatastati a secco,le lamiere, il fumo,l'apocalisse

ledono ancora gli occhi i flash delle farfalle bruciate in volo

i sassi che volavano in aria,il dolore,l'odissea,la resa.

 

Non gracidavano più neanche le rane

in quel roseto d'inverno sull'autostrada

ondeggiavano i giochi muti d'ombra sul muro

ed un'afa di strenue stelle ci seppelliva nel domani

in un'eternità senza più fine.

 

Ci voleva cuore ad essere "la scorta", a portare la bandiera, a proteggere e servire

a sopportare l'orrore dei carnefici

il rosso amaro che non ci apparteneva

quando l'acero guizzava di giallo

e c'erano le mani calde dei nostri figli che ci accarezzavano nel sogno

credendo che sarebbe stato per sempre.

Ci voleva cuore a morire così, col profumo delle zagare nell’aria di maggio.

 

 

 

Della bellezza

 

E' meraviglia il girasole

quando abbandona i petali alle carezze del sole

e piega il capo spossato alla dolce nenia della sera

 

sono incanti le viole che fanno capolino tra le nevi di marzo

le primule screziate di giallo

le notti insonni dei gelsomini vibranti al bagliore della luna

i papaveri incendiati dai caldi bagliori dell'estate

 

accarezzo con lo sguardo le piane sconfinate degli acanti

i rododendri che si insinuano di soppiatto sulle rocce

tocco le fioriture delle giunchiglie

la limpidezza dei mughetti,l'attimo delle rose

il declino caparbio dell'edera, i gladioli ligi al rosso

 

e rimango incantata dal candore della gardenia

dalle ortensie d'azzurro sfumate nei cieli invernali

dalle margherite che ondeggiano al vento.

 

C'è un silenzio vago che si appiglia al cuore

nelle semenze inaspettate della primavera

nel respiro indaco dell'autunno

 

tutto lascia senza fiato

e lieve s'accampa in gola

la bellezza inaspettata della vita.

 

 

 

La casa bianca

 

E' dentro al cuore quella casa bianca tra i filari e le rose

abbandonata alle carezze del sole, al vento scompigliato della sera,

 

sorrideva alle viole che facevano capolino tra le nevi di marzo

alle primule screziate di giallo

ai gelsomini vibranti al chiarore della luna

ai papaveri incendiati dai caldi bagliori dell'estate.

 

C'era profumo di limone e coriandolo nell'aria

spuma di mosto,un silenzio di foglie

le veglie assonnate degli acini, timidi mughetti,l'attimo delle rose

il declino caparbio dell'edera, gladioli ligi al rosso.

 

C'è ancora un silenzio vago che si appiglia al cuore nelle stanze lasciate all'incuria

e col respiro indaco dell'autunno

lieve s'accampa in gola il ricordo

di una vita antica che sta lentamente fuggendo.

 

 

 

A media luz

 

E balliamo , i corpi uniti all'unisono, " A media luz"

quel tango di una bellezza sottile e triviale

i passi che si allungano in una luce divina

in un rosso sensuale e smagliante

 

ed è amore la musica che ci sfiora leggera

s'accampa gioiosa alla gola

accarezza il seno candido e morbido, le labbra scolpite dalla mano di Dio

danziamo in un tango la vita

le note che si posano a pelle lasciando una labile traccia di stelle

un amplesso di morte e d'amore.

 

Danziamo nel tango

in un bacio lungo ed uno breve

la musica che scorre lasciva sul corpo

violenta come un cerchio di fuoco, ammaliante come un giorno di festa

facciamo l'amore col tango, nell'arabesco di note scolpite

partiamo per un viaggio verso un raggio caldo di sole

verso la vertigine profonda del cuore

 

ancora un tango

e noi, funamboli di giorni lontani

fluttuiamo come bolle nell'aria

avanzando di un passo alla volta

da un capo all'altro alla vita

"A media luz"che ci tiene per mano.

 

 

 

Magnolia

(dedicata)

 

Ed ora,il corpo ridotto ad un'esausta pallida bellezza

il contrarsi delle mani incontro al nulla

assente dietro il sudore delle palpebre

 

nell'orbita di gesti non compiuti

cerchi con gli occhi, madre, un'oscura antichità di antiche forme

la tregua di un cielo capovolto, un prato fiorito di ibisco e di magnolie

un'estate dalle foglie ormai cadute

 

e mentre i pensieri si infrangono in risacca

sospesa tra il profilo e la memoria

ti discosti da un monologo tiepido che incespica

anelando ad una fuga

lassù dove la rosa di macchia occhieggia nella siepe.

 

E lo sento nel tuo mancare la presenza

ora che i cigni sfiorano le canne

e c'è un filo d'ombra che incrina le stagioni

e c'è l'incanto,l'atroce incanto del tempo che finisce

della primavera che appassisce i fiori

dello stupore che abbandona il tuo dolore.

 

E' breve la notte di febbraio

ora che il cuore si riflette nello specchio

e vibra il sogno di un volo che ha perso già le ali.

 

 

 

L'assenza

(dedicata)

 

Ora che il falco plana in un angolo d'azzurro

ed il rumore è silenzio nel biancore della notte

vibra infinita l'assenza sulla tavola apparecchiata ad ombre e pane

 

non c'è vino soave,frutta dolce o fichi maturi

è pallido il giallo dello zafferano

sono aciduli il profumo della menta e del basilico

stinto il colore delle pesche nettarine,l'odore verde della legna acerba.

 

E' tutto fuori stagione

la farina setacciata in fretta, il cioccolato che ha perso colore

la pasta scotta,la carne che sa di cenere

 

c'è solo la dimensione della perdita tra pentole e mestoli capovolti

un'assenza che si è portata via effluvi e profumi

il buon sapore del lievito e del pane

 

resta un fotogramma che si sbriciola sulla rete del tempo

una luna fredda in cielo

e solo neve tra le pietanze che diventano ricordi

tra la lavanda ed il rosmarino selvaggio

tristi cespugli che contengono il passaggio, il dolore,l'oblio dell'inverno.

 

Testimoni muti di una crudele mancanza.

 

....a mia madre

 

 

 

La luce dei mandorli

(dedicata a Dodo, vittima della mafia)

 

Arrivò in punta di piedi sul morbido tappeto d'erba verde

toccando i miei capelli di bimbo baciati dal sole

in un giorno che non aveva ombre solo tramontana

 

arrivò in silenzio con il profumo di terra dolce nelle tasche

sulle mani un turgido trifoglio

ed api ebbre di miele che le ronzavano attorno

 

ed io, il pallone sotto braccio, la maglietta sporca di fango

l'ultima primavera legata al cuore come un sudario

le andai incontro con un fiordaliso nella mano

il pensiero di un rigore e di un calcio d'angolo nell'anima.

 

Intorno c'era la luce dei mandorli che cadeva spiovente sulla vita

vele lontane,il fiato del mare

il silenzio sopra il cortile

la pena dei sopravvissuti, la ferocia, la noncuranza dei giusti

 

poi restò solo il sangue, l'ala di un angelo

le stelle infilate dentro i rami degli alberi

ed infine ci fu solo l'onda e la deriva

il passaggio alle ombre morte

e lo strepitio basso dei gabbiani sul mare

che urlavano osceni al vento di maggio.

 

 

 

Il sentiero dei papaveri

(dedicata)

 

Ed ora, che non vedrai più quel cielo

azzurro come gli occhi di un bambino

quelle terre di ciliegie e farfalle maculate

il sentiero dei papaveri

lune di settembre e stelle tremolanti

 

ti ricordo madre, ladra lesta di ritagli

con la Singer a cucire,tessere,tagliare

ad imbastire trame e sete

a tracciare punti molli,a creare balze, gale , cuori caldi di velluto

i gesti miti ed essenziali

in sere profumate d'oleandro e biancospino.

 

Ed ora che ti ha sorpreso il gesto della falce

la Singer abbandonata all'angolo in mezzo alla bufera

vedo i ricami alle finestre rotte

ed il volo improvvisato degli aironi, guizzanti al chiarore delle stelle.

 

vorrei baciarti gli occhi e dirti delle gardenie in fiore

ma tutto tace nella casa vuota

e mi segue solo un'ombra

ed un dolore scarno, un fievole lamento

racchiuso lieve nella notte che si spegne come un fuoco

lento come l'ultima agonia.

 

 

 

 

Delle ombre

 

Ed è il cielo adesso che mi manca

l'innocenza della pioggia sul marciapiede

gli asfodeli cangianti al vento di primavera

 

ora che tengo la testa bassa

e ricordo solo l'odore di contorno

lo sguardo di pietra,gli occhi freddi

il lucido serpente che scovava la sua preda

e la stanza priva di suono, la consunzione del tempo

gli insetti padroni del silenzio

 

gemevo piano

mi rintanavo nelle carezze dei salici fulgenti

in un porto privo di suono

la testa gonfia di singhiozzi,lo sguardo incandescente

per poi scegliere il vuoto del cortile

le orme disordinate

lo spazio di un lenzuolo bianco.

 

Restava solo un'ombra sulla mela addormentata nel rosso.

Sul tavolo di cucina.

 

 

 

L’airone

(dedicata)

 

E l’airone in un pulviscolo d’oro volava leggero

su mattini svenati di sole, nello strascico di giorni smarriti

sacrificandosi al vento

facendo l’amore con tramonti di fuoco

con albe appena accennate

pedalava veloce tra semi di rosa ed ortica

fra le spighe di grano nei campi d’estate

tra un oggi ed un domani divenuto già sera

 

correva veloce nella luce rappresa dell’alba

arginando la china

scivolando nella geometria delle strade

dove occhieggiava l’azzurro di una primavera lontana

un’ ade dalle luci discinte

 

serpeggiava imperterrito sulle colline d’inverno

sulla neve divenuta cristallo di brina

accanto a faggi in penombra, a castagni dai morbidi ricci

in estate volava in sordina accanto ad acacie fiorite

in un tormento di curve,salite, dossi e discese.

 

Lo ricordiamo così nel suo profilo da greco

col quel sorriso un po’ sghembo

spossato in una corsa stremante

ansimante in una pace perduta

in una vittoria con l’oro e l’argento

 

lo ricordiamo così con la maglietta sgualcita

a porgere a Gino la borraccia dell’acqua

in un sera che occhieggiava alla luna

ed aveva un triste presagio nel cuore

e nel cielo una dolorosa stella cadente.

 

...a Fausto Coppi

 

 

 

Tango

(Argentina 1976)

 

Ed io

Madonna per la consolazione dei soldati

le mani ed i piedi legati all’imbrunire

mentre precipito lo ricordo “A media luz”

il vestito azzurro

il cuore che batteva in un abbandono senza peso

lo struggimento, i passi

il mio corpo abbracciato alla sua anima

 

e poi ricordo la felicità,l’attesa, il tempo

un figlio tra le braccia, le pieghe delle mani

la pelle profumata di talco e di limone, le ciglia lunghe.

 

E all’improvviso non c’era argine solo la piena

tutto taceva nella bocca dell'inferno

prima che arrivassero gli orchi

che si facesse oscura la sera

 

sogno ancora i brividi dell’attesa

le corde che incidevano i polsi sulla sedia sghemba

i tagli rappresi sulle labbra

il freddo della cella, le torture,le urla

rivedo all'infinito

i buchi osceni alle finestre, il sangue,la disperazione,l’orrore.

 

Ed ora che mi attende solo il mare

c’è la pioggia dolce d’aprile che mi accarezza

un vento giusto, un tiepido furore

la morte che germoglia sopra gli occhi

 

respiro lentamente il buio freddo

e stringo il cuore in questo viaggio che non ha ombra né stelle

solo il moto delle onde, i pesci,la risacca

ed infine solo l’abisso.

 

 

 

 

 

 

 

Ai sensi delle leggi vigenti, è vietata la riproduzione parziale o totale delle immagini e dei testi contenuti nel sito senza autorizzazione.