premi 2011

Premi dell'anno 2011

 

Vincitrice del premio Formica Nera-Inserimento antologia del premio-

Vincitrice primo premi Albatros- Il latte dalla nascita per tutta la vita- con "Del bianco"

Vincitrice del premio Ariodante Marianni- Borgo Ticino" con il racconto "Matilde"

Vincitrice del premio "MangiareBere" con "La pizza di Nonna Margherita"

Vincitrice del premio "Storia di un partigiano" Anpi-Lastra a Signa con "Le rose di Stazzema"

Vincitrice premio "Voci Verdi"-Bassano del Grappa- con "Un'ape sul cuore"

Vincitrice del premio "Abitare la città"-Andria-con "La casa delle conchiglie bianche"

Vincitrice del premio Amnesty International Mantova -Versi diversi- con "Guantanamo"

Vincitrice premio Associazione Panni con "Italia"

Vincitrice premio "Rime sotto la luna"Alberone di Cento- con "Miriam Maria"

Vincitrice del premio "Le parole di Arianna" con il racconto "Matilde"

Vincitrice premio" Incontrarti" con "I sandali grigi di Auschwiz"

Vincitrice premio Acitrezza con "La casa del nespolo"

Vincitrice del premio "Franco Rosa"a Pozzallo con "Clandestini"

Vincitrice premio Città di Capannori con "Le strade di Amherst"

Vincitrice premio Sant'Alfonso a Cava de Tirreni con" Medjugore"

Vincitrice premio Il lancio della penna con "La neve di Gerusalemme"

Vincitrice premio Apice città di Venaria Reale- sezione Unità d'Italia"con "La luna di Sapri"

Vincitrice premio Akkaprossimali con "Roma"

Vincitrice premio Mondo Artigiano-Erba-con "La bottega del falegname"

Vincitrice assoluta premio "Idea donna lui-lei" con "Le madri di Plaza de Mayo"

Vincitrice premio "Una poesia ad ognuno dei cinque"-connubio Italia-Cuba-

Vincitrice premio Stefano Marello con "La luna di Sapri"

Seconda classificata premio narrativa Capit Viareggio con "Margherita e le stelle d'Atacama"

Seconda classificata premio Carmelina Spada con "Quarantadue lune"

Seconda classificata premio Castorano-Scrivere per musica-con "Il violino"

Seconda classificata premio "Le ali di Pindaro-Procida" con "Il canto d'Ipazia"

Seconda classificata premio Capit-Roma- con "Le madri de Plaza de Mayo"

Seconda classificata premio poesia d'amore Elvezio Petix-con "Miriam Maria"

Seconda classificata premio poesie al Bar Ravenna con "Miriam Maria"

Terza classificata premio Fragrassi-Pescara-con"il colore delle ciliege rubate"

Terza classificata premio San Giacomo- Ferrara- con "La notte di Mostar"

Terza classificata premio Di verso in verso con "Gli occhi di mio padre"

Terza classificata premio "Le ali di Pindaro-Procida" con "Penelope"

Terza classificata premio Enrico Zorzi-Verona-con "Carabinieri"

Terza classificata premio Lilly Brogi-La Pergola arte-con "C'era una volta la mia citta'"

Terza classificata Arcobaleno della vita con la silloge "Un filo di tempo"

Terza classificata premio Fucecchio con "L'albero del sole"

 

 

Alcune delle poesie vincitrici

(con relativo giudizio critico)

 

 

Medjugorie

 

 

Nella disadorna strada delle stelle

nel liquido lucore della forma

ho cantato amore

tra l'albero di ciliegio e gli alisei

in un tempo di iridescenze verdi

in questa terra dissacrata a turpe scempio

 

ho toccato i vostri riccioli di seta

l'amoroso inganno della luce

in una sera che accendeva fuochi alle colline

diamanti tra gli ulivi della vita

 

il giorno reclinava a luna nuova

regalava cristalli all'orizzonte

nell'umile resa della sera

ho trasformato pietre in odorose viole

ciottoli di mare in impavide ginestre

 

ed era chiara la mia voce

vi chiamava ai fiori di cappero ai muri delle chiese

ai tamburi di San Giorgio

ai confini delle dimenticanze

 

in questa vita che cammina controvento

di arancio e pesca sulla pelle

che esonda di pece

senza scettro, né corone

con una rosa nera sbocciata alle soglie del cuore.

In controluce.

 

"C'è la forte e al tempo stesso delicata esperienza di un incontro capace di trasformare pietre in odorose viole, con la chiara sensazione di toccare riccioli di seta in un amoroso inganno di luce e con la consapevolezza di trovarsi in una terra dissacrata a turpe scempio, e c'è la finezza e la testimonianza di una fede sopraggiunta, dopo esseree stata agognata e richiamata in ogni luogo. Le immagini si susseguono incalzanti soprattutto grazie all'assenza di punteggiatura e trovano un equilibriata misura del ritmo moderno dei versi che, sottratti alla conta delle sillabe, si affidano alla musicalità spontanea e naturale del linguaggio poetico."

 

 

 

Italia

 

 

Io ormai vecchia, gli occhi bambini e tristi

violentata da supplicanti e maghi

vivo morbida di noia

scrutando femmine vendute ai banchi del mercato

piccini con poche briciole di pane

ho vesti in fiamme, il seno nudo di farfalla

un incantesimo di luce al cuore

i fianchi floridi di donna

nella gola l'odore del letame

 

ho piedi stretti appoggiati su ossa di ciliegio, su rosari persi tra conchiglie

i capelli sono sciolti al vento

ed è rosa la trama ordita del drappo che mi fece donna

le mani dove si impigliano parole

i solchi che fecero l’amore con il mare

 

io vivo su una pieve addormentata

offrendo scherzi a giullari di zucchero filato

contando un unico dolore

la malinconia che scende a sera sopra il viso

 

io mi chiamo Italia

ed ho memoria

non voglio perdere per tutto ritrovare

voglio l'amore fiero delle donne, città colme di lana

e fiori a primavera rossi

e tra lingua e ciglia il profumo della libertà.

 

"Il testo eccelle per le capacità di rendere simbolicamente la dolorosa decadenza di un grande paese, attraverso uno stile ed un linguaggio raffinati"

 

 

 

 

Clandestini

 

 

Lo sguardo avanti a fissar il nulla

a testa bassa,camminano ogni mattina

uomini distratti dalle labbra di qualcuno

sanno di mare, di maestrale, d'altrove

reduci di un paese nero

negli occhi il gesto di posare la ciotola del cane

nel cuore un ponte che non si può varcare

 

spiano con ansia il sole

clandestini nel loro viso d'occasione

in quel brusio strano nella piazza del paese

acanto alla fontana

contando anni scivolati dalle tasche del cappotto che non hanno

resistendo al giorno, ad un alfabeto strano

 

cercano amici dalla pelle chiara al sobbalzo dell'ultima campana

le mani tagliate dalla pioggia

avanzano come sergenti nella neve

cercando di spaccare il cinque

dando scacco matto alla pochezza della vita

 

sognano un volo d’aquila pezzata,

e a volte nella piazza antica

in giorni profumati di glicine e di sole

trovano un’illusione

il sapore della terra libera

un movimento di parole, un’eco in forma di dolcezza.

 

"Procedendo attraverso l'efficace accumulazione di immagini, tutte intensamente evocative pur nella varietà dei toni, la poesia attraversa coerentemente il tema proposto ,concedendo spazio privilegiato alla misura lirica ed esistenziale dell'immigrazione.Coniugando le aperture del dettato poetico alla comunicatività piana della prosa con l'intento di salvare uno specifico della poesia, sostanziato dalla musicalità e di un ricco tessuto retorico.La poesia offre un esempio pregevole di come si possa adottare costruttivamente la specola di chi si trova dall'altra parte."

 

 

 

Il canto d’Ipazia

 

 

E tra corde ed arpeggi

come un roseto in fiamme sale in alto il canto d’Ipazia

cercando un Ade misterioso

le infinite spoglie di qualche Dio immortale

brilla in un florilegio di luce

in uno scialo di nuvole e foglie

puntellandosi ad un senso

ad un sole senz'ombra

ancorato ad un fragile respiro

 

si libra al vento con il tarassaco

nel ramo ardente dell'estate

occupando spazi obliati

disimparando il pianto

fino ad avvolgersi nell'infinito delle stelle

bianco di neve sotto le ciglia chiuse

 

e poi solo silenzio

deserto,acuto stridente

il passo felpato di una gatta nera

tra i riarsi sentieri d'Alessandria

le lunghe e oscure ombre della sera

a far l’amore tra la lavanda e il timo

ed il corpo esangue d’Ipazia nell’orto di Morgana

in compagnia di due civette d’oro

mentre gli occhi permettevano il sentiero all’ultima marea.

 

"I versi celebrano con maestria la forza e la delicatezza, la caparbietà e l'abbandono di una grande donna del passato,predestinata ad una fine tragica a causa di un'insolita passione, quella per il sapere e la conoscenza. Ma bene si legge tra le righe del componimento di quanto questa donne seppe coniugare con naturalezza il suo essere femminile e la forza di un pensiero potente. L'autrice propone un'atmosfera di grande suggestione con un riuscito intreccio tra stati d'animo ed elementi del paesaggio naturale che si collocano in una prospettiva meta-temporale."

 

 

 

C’era una volta la mia città

(….A Prato)

 

 

E' piena di vento la mia città

leggera e lucida come la seta

devota alle tiepide utopie di settembre

ingiallita in vecchie foto d'almanacco ormai stracciate

sconfitta dalle armate silenziose dell’oriente

 

allunga il cuore in realtà dure come il diamante

semplici come il pane

ora che il suo canto antico si è zittito

e la polvere d'oro del passato si è tramutata in cenere.

 

Tace, senza alcun sorriso,

sconnessa, confusa, febbricitante

quando si specchia nell'ultima luna

sognando l'età dell'oro

il ballo di fine estate degli Ambersen

 

ma è bigio l'intonaco dei capannoni

arrugginite le lattine di Red Bull abbandonate sui marciapiedi

spremute di rabbia

adesso che il passato affonda sui tempiali

e le ombre degli astanti si posano su pareti di legno scuro

mentre in cielo brilla un'unica stella

ridicolmente sola.

 

"L'autrice descrive poeticamente la tremenda verità che coinvolge la sua città natale, solo spettatrice, e senza acrimonia denuncia il declino di un luogo a lei tanto caro, lanciando così un appello d'amore poetico."

 

 

 

I sandali grigi di Auschwitz

 

 

Mi fissano e sembra quasi che sorridano

accanto ad una rosa rossa di cera

ad una sciarpa sfilacciata

i sandali grigi di Auschwitz

immobili su un piedistallo fatto di tenebre e dolore

 

camminarono ai piedi di un bambino divenuto vento

bucando il ghiaccio dell'inverno

la lussuria di mostri con le bocche pallide

 

scivolarono in silenzio tra l'aria e la battigia

in una caduta e un volo

sognando abissi verdi

mani farfalle

pagliuzze bionde d'oro

anelarono a un mondo incantato

alle melodie d’amore

a foglie col soffio di primavera

prima di finire nell'apice del buio

in un triste mattino di gennaio

mentre la follia umana disegnava morti con i pastelli a cera.

 

E in cielo vibravano stelle scelte e spudorate

perpetuando l'illusione di un temporale

 

prima del nulla.

 

"Senza retorica e senza rischi di ripetività, l a lirica si fa portavoce di un ricordo indelebile alla luce di un pensiero che ritorna per non dimenticare."

 

Le strade di Amherst

(A E. Dickinson)

 

Illuse dal tepore del tempo

muro di sogno alla fantasia

sbocciano e tremano

pronte al germoglio

le tue parole

 

si curvano a muro d'ombra

in un fiato lieve di candela

in un vapore di timida marea

ladre d'argento e semi d'oro

 

danzano sulla sera che brucia sui limoni

rifugiandosi tra memoria e sillabe di cuore

curvandosi sulle strade di Amherst

fragili farfalle

appese alle foglie luccicanti del mandorlo fiorito

 

furono baci d'inchiostro sulla tua penna bruna

e ancor oggi ruggiscono selvagge

nel viaggio intrepido dell'Orsa

un tremulo grido di nibbio tra le canne

velieri azzurri in perenne solco d'onda

 

piccoli diamanti in un crepuscolo immortale.

 

"Un delicato accendersi di colori accompagna il silenzioso mistero di un rito, quello di un dono che si ripete senza conoscere la polvere delle stagioni. Si schiudono alla memoria le poesie di Emily Dickinson, evaporano e ci guardano come una carezza lontana, inaspettata e calda.Si confondono tra le strade che lei stessa ha percorso, si dispiegano in multiformi aneliti di vita. L'autrice le richiama e le amalgama in un sinuoso crescendo di movimenti , dando loro la consistenza evanescente di attimi sottratti all''indifferenza . Come baci d'inchiostro che delimitano in controluce il territorio fragile e non finito delle parole, i versi indossano la scintilla dell'emozione, che , sebbene tremante, non teme di essere svelata"

2011

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