Tratto da "Labirintismo"

"Curiosa, attenta, rigorosa, avida, legge libri su libri, sfoglia pagine dopo pagine, tra segni, tra frasi, tra versi, tra sogni e illusioni. Tutto questo in quel silenzio e nella solitudine dell'artista introversa del domani. Cresce, vive, ama, soffre, sogna, sospira.Sospira sempre di più. Mentre cresce dentro di lei una inquieta necessità di esprimere quello che tanto ha generato dentro. Quella lava, tenuta per tanto tempo, fusa, rovente, pressante dentro di sè, inizia a trovare i primi sentieri, e fuoriesce, con circospezione, con timida presenza. Sono i primi racconti di viaggio, numerosi, e in posti suggestivi, sono le prime poesie, brevi, dove i versi riempiono ancora le righe, dove la punteggiatura segna ancora la sua cultura letteraria. Sono i primi rivoli di magma bollente, e poi le parole prendono forma colore, si abbelliscono di metafore e allegorie, di stile elegante, e si uniscono in versi sempre più suggestivi..Tiziana scrive dell'inconscio, i suoi versi sgorgano dai luoghi piu' suggestivi della sua anima, e' una ricerca continua del suo io, della sua parte buia, oltre la mente. Il labirintismo e' la ricerca del senso interiore, della verità dell'io, l'emozione piu' pura, una relata' parallela dove trovare conforto.

(Massimiliano Badiali)

 

 

 

 

 

 

Scritto da Massimo Callicchia

 

 

 

Al primo impatto con una poesia di Tiziana Monari sembra di essere accarezzati da un guanto di velluto che non si vorrebbe mai che smettesse di velare di dolci brividi l'espressione estasiata del proprio viso perso in una magia di suoni e colori. Se la si legge più approfonditamente si sente un vento caldo penetrare sottopelle, affabile, suadente, coinvolgente che scivola morbidamente ed inesorabilmente direttamente nel cuore.E' quel vento che l'autrice stessa definisce il portatore delle sue parole, il liberatore dei suoi pensieri, delle sue ansie.Un vento che sembra avere le sembianze d'una fenice vogliosa di rigenerare le sue splendide piume in un luogo sacro, in una realtà che vive al di là del sogno, la dorata realtà della sua anima che risucchiata dalla potenza dei suoi versi appare spesso tormentata e turbolenta, quasi sospesa in una fase di immanente attesa , conscia di un divenire arduo ma anelato con immensa passione.Pur non scrivendo da molto tempo la sua produzione poetica conta centinaia di testi scritti sempre con il suo stile unico, elegante, deciso. Tiziana riesce con tale facilità a plasmare versi che ogni sua poesia, pur ricalcando con esasperante ossessione i temi a lei più cari, sempre una sorpresa ammaliante.Il suo poetare è puro istinto, un caleidoscopio che ruota nel suo centro rimodellando in continuazione i suoi fulgidi colori nel ricreare di volta in volta immagini stupende che non possono non rimanere impresse nella memoria del lettore come sedotto da un piumaggio di cangianti sogni.Si diceva che i suoi versi volano liberi nel vento; ed in esso si coagulano con tale espressività che a fine lettura di un suo testo, l'aria che si respira avvolge l'anima di chi si è beato di quelle parole affrancate da ogni schema, da qualsiasi rigore metrico, sentendole incise col fioretto nel cuore come sacre icone che fanno assaporare il gusto del vivere, come profonde ferite che scavano fino a far emergere quell'io sconosciuto.Ed a quel punto la pausa di riflessione d'obbligo in quella voragine emotiva che s'apre nella mente per quei sottili interrogativi esistenziali che a volte con crudezza l'autrice pone inesorabilmente di fronte a se stessa facendone partecipe l'emotività del lettore.Tiziana Monari sa sentire l'alito della vita che la costringe quotidianamente con i suoi toni ora rosa ora cupi; ne assorbe ogni essenza traducendo poi le sue sensazioni, anche le più insignificanti per il comune pensiero , in versi che trasudano passione vera.Il tema che predilige è sicuramente l'amore sia nelle sue dolcissime stesure di delicate liriche appassionate, sia quando profonde tutta la sua potenza sensuale in testi erotici di strabiliante raffinatezza, espliciti, veri, morbosi ma mai blasfemi.Ma dove la poetessa da il meglio di sè in quelle intense introspezioni che permeano la quasi totalità delle sue poesie.C' è una tale profondità nel suo pensiero che sembra di toccare con mano l'anima dell'autrice ogni qual volta si sussurrano i suoi versi, si perchè le sue parole vanno solo scandite in punta di labbra per sentirne la vera efficacia; ogni declamazione superflua tanto i suoi testi sono fragorosi.E se vero che le sue poesie sono libere da ogni banale formalismo altrettanto vero che l'uso sapiente di allegorie, metafore, ossimori, adottati in maniera non conforme, così energico e sempre così nuovo che impossibile non rimanere stupiti da tanta fervida capacità descrittiva ed evocativa.S' è detto dell'amore , suo tema ricorrente e preferito. Ma cos'è l'amore per Tiziana Monari ?Qui la dissertazione sarebbe molto complessa come complesso il modo di concepire l'amore per la poetessa.Basta leggere una delle sue poesie che lei stessa definisce inquiet eper comprendere il labirinto di cui stiamo parlandoTiziana riesce ad entrare così sottilmente in ogni suo più intimo desiderio, nelle pieghe pirecondite del suo cuore, che accetta la necessaria commistione di gioia e sofferenza che ogni sentimento comporta, nella ricerca ansiosa della soddisfazione che la sua stessa anima le richiede. Ne risultano versi struggenti, duri, pungenti, con quel velo di delicatezza che tende a mitigare l'incredulità la rassegnazione a comprendere che l'amore come il vento che disperde le sue parole.Rosa e spada convivono nei suoi testi con tale intensività emotiva che a volte la sua inquietudine sfocia in quel delirio dei sensi che sembra avere la connotazione di ribellione di una donna nata per amare, che ama con tutta la sua anima immersa nel dolore perfetto condizione necessaria per capire il vero significato della vita.Ma parlare di Tiziana Monari solo come poetessa dell'amore , pur in tutte le sue sfaccettature, sarebbe riduttivo.

nella sua cospicua produzione poetica ci sono molti testi espressamente dedicati a personaggi più o meno famosi nel campo dell'arte , della poesia, del cinema, della musica, della letteratura .Ed in queste liriche si coglie la sua notevole sensibilità nel far emergere l'aspetto più intimo dell'uomo, la sua spiritualità la vera essenza del messaggio che alcuni personaggi hanno lasciato, o continuano a lasciare, a fronte dell' insulso modo di intendere l'esistenza d'un mondo che non sa più riconoscere i valori significanti della coscienza.Ed anche in queste poesie, che potremmo definire più impegnate, la sua penna disegna ora morbidi acquerelli, ora vigorose pennellate a tinte forti, e sempre con magistrale naturalezza nel dare alle parole quel grande potere evocativo che la rendono unica.Un dono innato,quello della poetessa , nell'usare un linguaggio fluido, altamente musicale, con l'adozione d'un lessico pieno,ricercato ma mai prolisso.In pochi anni di attività poetica, nata per diletto e per esternare i suoi sentimenti, l'autrice ha pubblicato le sue poesie, sia in diverse antologie, che in monografie che sono veri gioielli.Molto conosciuta nel Web con lo pseudoniomo di Neraorchidea, è a dispetto del suo stesso nick, una donna schiva, che non ama mettersi in mostra denotando quell'umiltà che la vera forza delle persone capaci, sincere, e che soprattutto sanno quello che vogliono.Personalmente non credo che poeti si diventi, poeti si nasce.Tiziana Monari ha scoperto la magia della poesia da grande ma sono convinto che , in cuor suo, lo sapesse da sempre.

Tale vocazione ci ha donato quel fiore selvaggio che sa parlare d'amore come pochi esplodendo le sue parole di carta nel vento nei cuori di chi ama la vera poesia.

 

 

Tratto da "Dicta Mundi"

Strano e curioso, ma la poesia di Tiziana Monari mi ha riportato a costeggiare i profili rocciosi della Bretagna, mi ha sospinto sopra gli innumerevoli “Point de vue”, i visionari punti panoramici che scoscendono a picco e dilatano sulle asperità di oceani azzurri e infiniti. E qui, tra queste insenature dove l’impeto dell’onda s’infrange contro i baluardi dei fari, sulle distese rosseggianti di eriche, sulle rotte di vele spiegate, avventure, battaglie e leggende, è facile incontrare se stessi e misurarsi con la propria storia, il proprio piccolo mondo di memorie, sogni distesi sull’erba, incontri che non sono mai stati. I “Point de vue” di Tiziana Monari sono la vita che scorre sulla storia; è il sangue che impregna le strade di Badgdad, è “solo il frugare inquieto e confuso/di donne lacere tra le macerie della vita”, è il profumo del gelsomino, il canto dimenticato dell’usignolo (cfr. La polvere di Bagdad). Ma sulle pagine impregnate di sangue e miseria che l’alba del nostro secolo si ostina a raccontare con una violenza che non sembra assopirsi, tra le “imposte azzurre” dell’anima tracimano folate di vita e ricordi antichi dal colore di seppia:”ombre senza più colori/senza più contorni”, ma pur sempre ombre che hanno segnato e scritto e tuttora affiorano nelle “brezze d’estate” suonando “campanelli d’argento”. In questa sovrapposizione la poetica della Monari si compatta di materia sigillando impatto lirico e pensiero, struttura e linearità di un versificare prosometrico controllato e maturo, senza eccessi, con una impalcatura sostanziale. L’”Io” è sempre lì, sul chi vive, pronto a esondare dagli argini della storia per defluire nell’alveo di immagini e sonorità scandite nei colori del tempo, di profumi raccolti nel vento come i segni accorati del vissuto.

( Pier Luigi Coda)

 

Il linguaggio immaginoso ed enigmaticamente suggestivo di Tiziana Monari impiglia l’animo in un frugare inquieto e confuso dal quale scaturisce una melanconia ontologica che si frantuma in polvere, sangue e ferite pulsanti alle tempie di colui che esperisce le macerie della vita.Si concentrano nei versi di Tiziana colori e toni che forgiano simboli e figure di un periodare calcatamene icastico in un ritmo sostenuto da allusioni frementi ed esclamazioni contraddittoriamente soffocate da se stesse: ancora inverno e sempre inverno nella pallida stagione del silenzio.Poesia ebbra di quel senso di morte che vi aleggia sopra senza intento alcuno di esorcizzarla, piuttosto giungere a baciarle la bocca per essere ancora e sempre in grado di raccogliere l’anima in un linguaggio che si fa approdo di significati forti all’interno stesso di un impianto che può anche non prevederne: come la vita.

(Cristina Raddavero)

 

 

 

 

Tratto da "Liguria news"

 

 

Liriche di notevole eleganza, quelle di Tiziana Monari. Versi liberi, scorrevoli e piacevoli, dotati di straordinaria ricchezza espressiva, attraverso i quali si sente il fascino della grazia di un linguaggio decisamente delicato e personale.

Poeta, Tiziana Monari, che, nata sicuramente per scrivere e comunicare sensazioni ed emozioni, riesce a far emergere, dal suo profondo, quei sentimenti che vengono a caratterizzare la nobile liricità del suo animo.oeta dell’arte del “verso”, poeta che si serve della “parola” per parlare a se stessa, al fine di scoprire il proprio “Ego” in tutta la sua interezza psichica.E Tiziana Monari possiede al completo l’arte del “verseggiare” la vita, per “scovare” in essa e “scavare” da essa la ricchezza della sua personalità con tutti i suoi ricordi, i suoi sogni, le sue speranze, le sue nostalgie, con tutte le sue gioie e i suoi dolori.Proprio per questo la nostra Autrice si può definire la poeta della vita, dell’esistenza personale e cosmica.Intensa e forte la poesia della nostra Tiziana, tale da coinvolgere il lettore che, molto volentieri, viene ad immergersi nella immediatezza del Suo pensiero, nudo e semplice come le Sue parole.

(Prof. Francesco Mulé)

 

 

Scritto da Nicoletta Perrone per "Musa Calliope"

 

 

Tiziana Monari è un'autrice che raccoglie nella sua poesia tutto l'universo dell'intimo femminile:l'amore, il dolore,la passione, il sogno. Trasporta dal suo inconscio una serie di immagini piene di colori, disegnate con tratti sfumati, dove sembra che tutto sia indefinito ed indeterminabile,ma resta invece chiaro e preciso il peso del tormento, quel tormento che muove le sue mani sul foglio. Il suo stile poetico è basato sull'uso di figure retoriche:analogie,metafore, antitesi, allegorie,e da un lessico personalizzato con parole rubate alla magia, che diventa codice interpretativo per chi le legge. La lettura delle sue poesie è sempre piacevole, in questo delirio mistico che è la sua scrittura, delirio di un'autrice che fa della sua poesia il suo canto, il suo grido, il suo parlare, il suo amore. Nella struttura dei suoi testi si percepisce questo percorso interiore che gli permette di sviluppare i suoi versi e le sue strofe in modo efficace e fascinoso.

L'amore è per lei il piacere di amare, ma ancor di più è dolore, quel dolore che procura piacere, che seduce il lettore, trascina in quell'incanto che l'ascolto del suono delle sue parole, il ritmo armonico e delicato dei suoi versi sanno creare.Tutto è fluido, tutto scorre, in questo sovrapporsi di sensazioni e di emozioni, non c'è staticità nelle sue immagini, c'è una luce che penetra, che vibra, che riscalda. La sua versificazione è caratterizzatada molti spazi bianchi, sono pause in cui rimbomba il silenzio, un grande margine bianco.

Quel margine che permette a chi legge di riempire gli spazi con le emozioni che la sua poesia provoca.

 

 

 

Scritto da Elena Franchitti per "La Mente e il Cuore"

 

 

La poesia di Tiziana Monari è calda ed affascinante e scivola direttamente al cuore. I suoi testi lentamente ma inesorabilmente inondano tutto ciò che incontrano sul loro cammino, diventano lava che il lettore sente franare in sé, come se inconsapevolmente si aprissero tutte le voragini dell'anima. La sua è poesia densa di femminilità che trova nell'amore un punto saldo del suo divino poetare . I suoi versi si sviluppano su un piano metaforico spettacolare e quasi sembra che le parole fluttuino nel condurre il lettore in un universo emotivo estremamente sensuale ed affascinante.Sono lirismi audaci che si sciolgono nella magia di un sentimento così intenso da rendere tutto nello stesso tempo reale ed immaginifico. Quello che maggiormente colpisce leggendo le sue liriche è l'uso che fa delle parole, perchè dalla sua penna le parole sembrano uscire ogni volta diverse, rinnovate,danzanti, intrise di significati inusuali , inconsueti, palpitanti di profumi e di suoni inattesi ed insperati.Le sue parole, mai banali od incolori, vibrano e scintillano in metafore e allegorie originali e degne sempre della massima attenzione, per quella che per me è la regina del web della poesia.

 

 

 

Scritto da Mara G. per "Ass. Culturale Descrivendo"

 

 

Sono sette chiavi di volta quelle che considero le architravi poetiche dell'autrice:

i suoi versi sono personali ed originali, evitano totalmente la rima e raramente vengono usate le congiunzioni. Tiziana preferisce legare l'immediatezza di un sostantivo ad un rapido aggettivo che ne accentua l'impatto e blocca immediatamente il lettore sull'immagine.

Una seconda evidenza è data dall'uso dei tempi dei verbi che sono quasi sempre al presente anche quando i contenuti si riferiscono ad un passato già vissuto personalmente o nel mito. Anche il tempo futuro non viene usato, nemmeno quando i versi spingono ad interrogarlo. La sensazione complessiva è che la poesia nasca ed abbia respiro nell'istante stesso in cui è concepita, vive negli occhi del lettore nel momento in cui è letta ed ogni volta si ripropone attuale, immediata, circoscritta a se stessa e di se stessa artefice primo ed ultimo.Un terzo elemento si riscontra nella capacità di descrivere anche un unico soggetto, sia esso un bacio, un fiore, un treno, un uomo o una bambina facendolo vedere per quello che è, senza sottolineare le proprie sensazioni ma attraversandole in volo rapido per lasciare il più ampio spazio al tema principale della poesia. Le cose vengono allineate nei versi per quello che sono e che sono capaci di generare come una lacrima che occulta e tocca il cuore ma senza mai eccedere in personalismi. Il cuore toccato dalla lacrima può diventare il cuore di chiunque non necessariamente dell'autrice che sembra quasi volersi distaccare dalla poesia per renderla ad uso del lettore.Ulteriore motivo d'attenzione è riscontrabile nella umanizzazione degli oggetti poetici. Si può leggere di un airone come di un treno o anche solo della polvere ma nessun oggetto rimane statico, ognuno interagisce con l'autrice. Così l'airone affonda in un abbraccio oscuro , la polvere diventa interlocutrice dello sgomento di un dolore che passa, i treni sorvolano paesaggi come potrebbe fare Peter Pan.Il quinto elemento è la presenza della natura in tutte le sue forme possibili. E' raro trovare una poesia dove manchi ad essa il riferimento. In alcune opere ne è cornice importante, inscindibile,in altre appare di sfuggita ma è sempre complice presente di una riflessione. I luoghi, i viaggi ed il mito sono altri motivi ricorrenti. Lo spirito di osservazione dell'autrice, ci conduce per mano attraverso la raffigurazione e trasfigurazione di antiche o più recenti simbologie che sono capaci di racchiudere e concludere le ansie, le aspettative, i bisogni più ancestrali dell'essere umano. Tutto è presente, tutto viene vissuto pienamente in una visione di continuità che non vuole cercare spazi in un futuro costruito sulla sterile speranza ma viene accettato dopo essere stato sezionato ed indagato nella sua ineludibile essenza.Come ultimo elemento di questo magico sette che ho scelto per parlare di Tiziana ho appositamente tenuto in serbo l'amore. L'autrice è capace di esprimere l'amore in ogni poesia , qualunque sia il tema trattato, ma quando sceglie di raccontare l'amore nel rapporto uomo-donna arriva a costruire liriche di altissimo impatto. Il lettore può apprezzare la passione di un amore vissuto o da vivere nella incoscienza dei sensi, che diventa calda coperta oppure ago conficcato nella pelle, rende enorme il proprio ego riduce a piccola icona di se stessi. Si può leggere il dolore, capace di racchiudere tutto il passato, consapevole della sua pochezza rispetto al futuro, lacrime che raccolgono bellezza e tristezza, purificano e distruggono.

 

 

 

Scritto dal prof. Adriano Monari

 

 

Non si può definire la poesia di Tiziana genericamente poesia, il termine è improprio perchè ne mortifica l'intensità emotiva. Non poesia quindi ma essenzialmente lirica, tutto il mondo interiore, nella vastissima gamma delle sue modulazioni e dei suoi contrappunti gioia, dolore, speranza, afflizione, desiderio, rinuncia, amore, delusione, fiducia, disincanto, si esprime attraverso moduli metrici sintattici di grande originalità. Notate che l'unico segno di interpunzione utilizzato è il punto. La scelta ovviamente non è casuale:il fluire dei sentimenti non deve incepparsi, le emozioni devono espandersi liberamente ed obbedire non a dettami grammaticali, ma agli incomprimibili moti dell'anima. La lirica di Tiziana, a prescindere dallo specifico tema trattato, affonda le sue radici in un'inquietudine perchè non conosce soste, si tratta di un sentimento dolente, diffuso di precarietà di tutti i legami affettivi, precarietà della natura stessa che non è mai un rifugio sereno, non ha nulla di idilliaco, di riposante,non è l'angolino prediletto in cui l'anima può abbandonarsi. No, la natura, così come viene contemplata da Tiziana ha qualcosa di leopardiano: non è madre benevola, ristoratrice e rassicurante, ma la proiezione del nostro male di vivere, del nostro stare disagiato in questo mondo senza certezze e senza riferimenti. La precarietà, la leopardiana “eterna verità del tutto” forma la sostanza della lirica di Tiziana, un'anima inquieta che non è riuscita a trovare un approdo, a scoprire ciò che nella vita, pur con tutti i suoi drammi e le sue afflizioni c'è di miracoloso, di magnifico, perchè la stessa vita è magia, ma richiede per essere scoperta e gustata un occhio fiducioso che sappia scrutare al di là delle apparenze, nella profondità del cuore umano. Viene in mente lo sguardo incantato del “fanciullino” di Pascoli che vede la pienezza della vita dove gli adulti, inariditi e scettici, vedono solo il vuoto che hanno dentro.Il lessico è raffinato, le immagini suggestive,riescono sempre a cogliere con grande efficacia attraverso analogie e metafore le pulsione dell'anima, le tensioni interiori, le ansie profonde,gli slanci del cuore che il pessimismo di fondo non riesce a comprimere del tutto anche se poi ne impedisce l'approdo al porto della serenità. C'è un conflitto che caratterizza la lirica diTiziana, quasi il sigillo dolente a volte lacerante del suo essere donna e creatura umana dibattuta tra la disagiata monotonia del quotidiano e la proiezione verso un ideale seducente ma inafferrabile.

 

 

 

 

Scritto da Cristina Babino per "Poesie in strada"

 

 

L'ispirazione di Tiziana Monari è genuinamente femminile. Di un femmineo sottile,delicato, eppure non per questo meno significante, incisivo. Le sue poesie si caratterizzano per l'unitarietà del dettato, per l'espressione dominante di un sentire intimo. Di una sensibilità aperta agli stimoli ed alle suggestioni del più comune quotidiano, esperito però con un'intensità inaspettata ed insolita, per tramite della quale l'io poetico riesce a ricreare immagini di stupore e meraviglia ogni giorno rinnovati, energici e profondamente onesti. Il vissuto domestico funge da fantastico per la creazione di un traslato immaginifico e seducente, che parte da spunti del tutto famigliari. Nelle sue poesie spesso incontriamo anafore, il ritmo cadenzato dei versi, la ricostruzione del passato, delle scene dell'infanzia che sopravvivono fino ad oggi, in una contrapposizione commossa e tenerissima che si sostanzia nella descrizione di passati, semplici e concreti gesti. L'occhio è sempre rivolto a un terra lontana da cui forse stenta a distaccarsi, le immagini sono ben scandite, e c'è sempre la consapevolezza delle proprie mancanze e debolezze. E lo sguardo chiaro si posa sulla realtà scomoda ed inclemente del mondo che gira intorno.

 

Scritto da Dante Maffia per "Il quadro di Lautrec"

premio Mons Aureus 2009

 

Ligia all'antico adagio oraziano "ut pictura poesis"la poetessa prende a prestito un quadro di Toulouse Lautrec e lo rende in parole acceso da un cromatismo che riesce a riportare , con accenti inusitati, le atmosfere di un'epoca magica parigina che è stata tra le più strabilianti della storia dell'arte. Ed anche il linguaggio, per mimesi, si adegua a quelle indimenticabili atmosfere.

 

La quiete contadina tra la Valle del Savena e dell'Idige

-Intervista di Andrea Bonfiglio-

 

Una vena poetica piuttosto spiccata, capace di portarla a comparire in numerose antologie letterarie ed a conseguire riconoscimenti in più d’una rassegna nazionale. Come valuta il suo percorso di poetessa?

 

Il mio percorso poetico è nato per caso. Sono sempre stata un’accanita divoratrice di libri, ma tutto si risolveva nelle letture. Quattro anni fa, durante un viaggio in Perù, ho raccolto in un foglio le sensazioni provate davanti ad alcune bellezze di questo paese. Tornata a casa ho spedito il piccolo manoscritto a un concorso indetto da una rivista di viaggi. A sorpresa sono stata pubblicata e così ho scritto altri appunti sull’Argentina, sul Cile, sulla Bolivia, sulla Malesia etc. Poi cominciando a navigare in Internet, mi sono avvicinata alla poesia scrivendo su alcuni portali. Un anno dopo ho fatto un viaggio a Cuba, appuntando dei versi su quest’isola che mi hanno fatta classificare al primo posto nel premio letterario “l’Autore”, con conseguente pubblicazione del libro “Il cielo capovolto”. Ho continuato poi il mio percorso, con antologie e concorsi letterari. Dopo tre anni di attività, ho testi stampati in circa cento antologie di varie case editrici e al mio attivo molti premi nazionali ed internazionali vinti. Nelle mie pubblicazioni figurano anche altri due libri: “Frammenti d’anima” (Aletti Editore) e “Il lamento d’Antigone” (Edizioni Lulù). E spero di non fermarmi qui!

 

Forse tutto ciò era scritto nel suo destino: nascere nella città di uno dei più apprezzati artisti italiani (Gianni Morandi) e frequentare per lavoro la Toscana - terra del sommo poeta Dante Alighieri e di altri illustri letterati – non poteva portare ad altro…

 

Per chi nasce in una comunità ristretta e per di più con un carattere introverso come il mio, la lettura diventa un mondo fantastico a cui ancorarsi; i libri sono stati il cibo per la mia anima e a forza di ingurgitare parole, le stesse sono uscite, tanti anni dopo, in forma di poesia. E’ una cosa che ha sorpreso anche me: non credo ci siano state influenze esterne.

 

Se in un suo libro dovesse presentare Monghidoro, cosa scriverebbe?

 

Monghidoro prende forma in uno spartiacque che divide la valle del Savena da quella dell’Idige, si snoda nel verde dell’Appennino tosco-emiliano, in paesaggi e strade sinuose che restano incollate all’anima. E’ piacevole d’estate con il suo clima fresco, le semine, i raccolti, in quella sua luce particolare e chiara che tocca le cime degli alberi e regala sorrisi ai villeggianti. L’autunno lo addolcisce un po’, annunciato da tre colori: il verde dei prati e le foglie che diventano gialle in pomeriggi grigi, nuvolosi. Ed è bellissimo d’inverno quando scende la neve e tutto si trasforma in un paesaggio da cartolina, nel suo gelo che copre tutto con voce di cornacchia. La primavera invece lo rende screziato di pioggia e colma i suoi campi di viole e primule in boccio. Una meraviglia per un poeta…

 

Cos’ha da offrire Monghidoro, in termini di opportunità culturali, a chi come lei coltiva una passione artistica?

 

La vita culturale è di casa a Monghidoro. Nell’arco dell’anno si susseguono tantissimi eventi legati alle stagioni, che coinvolgono a tondo tutta la popolazione. Si va da presentazioni letterarie a mostre di pittura sia singole che collettive, serate letterarie a tema, serate di letture poetiche. Molte le feste che raccolgono centinaia di persone provenienti un po’ da tutta l’Emilia, dalla coloratissima festa degli Alpini alla festa di primavera, alla festa d’estate con tanti mercatini sparsi per le vie del paese e la vendita di prodotti tipici. Non mancano in questa occasione serate danzanti e stand gastronomici di ogni tipo. Abbiamo, poi, per gli sportivi, gare di bocce, di fuoristrada, di enduro e di rally organizzate dal club Sandro Munari. Non dimentichiamo il famoso coro di Scaricalasino (l’antico nome di Monghidoro) che allieta le serate con i suoi canti.

 

Qual è il luogo della città che preferisce? Perché?

 

Senza dubbio, piazza Ramazzotti è il cuore del paese, il ritrovo di gente con abitudini semplici che sosta la domenica, dopo la messa, a prendere un’ombra di vino, fermandosi a chiacchierare amichevolmente davanti al monumento ai caduti.

 

Quali sono, a suo dire, i simboli che meglio rappresentano l’essenza della città?

 

Sono tre: il parco castello di Scaricalasino; il campanile; il museo della civiltà contadina.

 

Quali sono tre buoni motivi per visitare Monghidoro?

 

In primis, la possibilità di gustare le feste di campagna e i sapori tipici delle cose di una volta; poi la buona cucina in generale ed infine l’opportunità di assaporare il ritmo di un piccolo paese, che ha saputo stare al passo con i tempi ma che è anche rimasto fedele alle sue tradizioni di gente contadina.

 

Un forestiero le si avvicina per strada e le chiede un suggerimento per un itinerario turistico cittadino. Dove lo indirizza?

 

Il paese è piccolo, si gira comodamente a piedi. Io consiglierei di fare il periplo completo, con calma, gustandosi i vari monumenti, il paesaggio e qualche zuccherino bollito.

 

Qual è un motivo per cui andar fiera di vivere a Monghidoro e qual è, invece, uno per cui non esserlo?

 

Monghidoro è il posto giusto per chi vuole vivere in una gradevole calma, al ritmo delle stagioni, col caldo nelle vene e nel cuore, gustandosi la prelibata cucina locale. Nota stonata, ahimè, è il lavoro, ma credo che questo sia il punto dolente di tutta l’Italia.

 

Qual è il suo ricordo personale più bello legato alla città?

 

Io ricordo le feste in piazza, quelle col sapore del latte e dell’infanzia. Ero piccolissima e la nonna era costretta a prendermi in braccio per vedere Gianni Morandi che cantava nella piazza gremita fino all’inverosimile. E poi la festa del 29 giugno in omaggio ai Santi Pietro e Paolo con la raccolta delle ciliegie e il mercato straboccante per le vie del paese.

 

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